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L’importanza delle Onlus in Terapia Intensiva Neonatale. L'esperienza dell’Associazione per la neonatologia Eracle nata a Reggio Calabria nel 2011

24 Gennaio 2018


 

L'articolo qui riportato è uscito sul magazine SINFORMA della Società Italina di Neonatologia, n° 54 di gennaio (n.d.r.).

 

La nascita prematura, o di un neonato a termine con patologia, rappresenta un evento traumatico per il bambino, per i genitori e per chi sta loro intorno legato alla necessità di cure intensive e spesso invasive presso un centro di Terapia Intensiva Neonatale (TIN), alla separazione prolungata tra bambino e genitori e all’evento di un parto precoce e inatteso. Ogni anno nel mondo si verificano circa 13 milioni di parti pretermine, al giorno d’oggi la sopravvivenza di questi bambini è notevolmente aumentata. È quindi importante fornire ai genitori, oltre a un’informazione medica precisa e continua, un supporto psicologico da parte di personale preparato e di genitori che hanno già vissuto quest’esperienza. Le Onlus presenti sul territorio nazionale affiancano le famiglie nel difficile percorso dell’assistenza al neonato prematuro svolgendo un lavoro essenziale che ben si sposa con l’approccio alle cure centrato sul bambino e sulla famiglia.

Riportiamo la testimonianza dell’Associazione per la neonatologia Eracle, nata a Reggio Calabria nel 2011 per iniziativa di medici e infermieri del reparto e per iniziativa di un gruppo di genitori che hanno singolarmente vissuto l’esperienza di ricovero del proprio figlio presso la TIN del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Oggi questi genitori possono offrire un valido aiuto a tutte quelle famiglie che rivivono la loro storia ed hanno necessità di avere un conforto, un sostegno, un valido supporto.

Il nome si ispira all’eroe greco Eracle, simbolo della forza, al quale si collegano anche le origini della città di Reggio Calabria: “benché piccolissimi, i nostri bambini hanno affrontato la fatica di una nascita prematura con coraggio, insegnandoci a credere nella forza della vita… siamo testimoni di fede e speranza”. È questo il messaggio che Eracle vuole trasmettere. L’Associazione si dedica non solo ai genitori ma anche alle attività del reparto, sostiene le famiglie che provengono da fuori città ospitandole a proprie spese presso delle strutture ricettive, come B&B convenzionati. L’accoglienza è prevista per una settimana ma, all’occorrenza, viene esteso il periodo di permanenza.

Da inizio anno, proprio sull’ospitalità, si registra un tasso di occupazione in termini di crescita pari all’87% in più rispetto al 2016. L’associazione Eracle dona anche alle famiglie buoni pasto e buoni carburante. L’Associazione non ha una storicità rilevante, anzi tutt’altro, è molto giovane, ma nei sei anni e mezzo di attività ha mantenuto un passo di crescita decisamente ragguardevole. Eracle si è unita alle altre realtà territoriali di volontariato che hanno dato vita al Coordinamento Nazionale Vivere Onlus che oggi raccoglie oltre 40 associazioni in tutt’Italia.

A sua volta Vivere fa parte della Fondazione Europea EFCNI (European Foundation for the Care of Newborn Infants) operante nell’intero globo. I genitori di Eracle sono presenti in reparto e svolgono un lavoro di volontariato molto difficile e forti di quanto vissuto portano la propria testimonianza: “e quando si riesce a strappare un piccolissimo sorriso ad una mamma o ad un papà, si ottiene un grandissimo risultato” come sottolinea Arturo Callegari, Presidente dell’Associazione.

Diversi sono stati gli obiettivi raggiunti, le manifestazioni fatte, gli impegni sul territorio. Un importante traguardo sono la Stanza per l’Allattamento e la stanza di Eracle. Grazie alla Direzione Generale del Grande Ospedale Metropolitano, uno spogliatoio posto all’ottavo piano dell’ospedale è stato completamente ripristinato. Semplicemente con un nuovo layout si è creata una stanza prevalentemente familiare. È stata arredata con poltrone, divani, TV, aria condizionata, tavolo, frigo, forno a microonde, insomma una stanza diversa da quelle che sono le camere di tipo ospedaliero. Le mamme che arrivano da fuori città la utilizzano nel quotidiano, trovando un posto dove poter riposare, prepararsi qualcosa, sostanzialmente trascorrere momenti più sereni. Ed è proprio in questo clima di accoglienza, nel rispetto degli spazi genitoriali che la TIN di Reggio Calabria, diretta dalla dott.ssa Luisa Pieragostini, ha appoggiato e sostenuto l’Associazione. Il direttore, dal suo insediamento, ha inoltre dato un importante messaggio di vicinanza al nucleo familiare realizzando la prima TIN H24 della Regione Calabria. Forte ed emozionante la reazione dei genitori che hanno dimostrato comunque sensibilità e capacità di comprensione nei riguardi delle attività di reparto.