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La Cardiochirurgia del G.O.M. sulla rivista nazionale "Cardiologi negli Ospedali". Intervista al Dott. Pasquale Fratto

19 Dicembre 2018


Riportiamo integralmente l'intervista al Direttore della U.O.C. di Cardiochirurgia del Grande Ospedale Metropolitano "B.M.M." di Reggio Calabria, edita dalla rivista nazionale "Cardiologi negli Ospedali", consultabile anche al seguente link 

http://www.anmco.it/contents/pdf_sfogliabili/Cno226/mobile/index.html

 

Come è nata la Cardiochirurgia di Reggio Calabria?

L’Unità Operativa è nata nel contesto di un progetto regionale che prevedeva che in Calabria, accanto alle altre due Cardiochirurgie, una universitaria e una privata accreditata, già esistenti a Catanzaro, fosse realizzato un Centro Cuore moderno ed efficiente all’interno di un ospedale pubblico come il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, centro Hub di II livello, completo di tutte le specialità mediche e chirurgiche oltre di un Pronto Soccorso ad altissimi flussi.

Dopo un travagliato periodo durato alcuni anni, il progetto Cardiochirurgia di Reggio Calabria si è concretizzato nell’agosto del 2016 grazie all’attribuzione delle risorse umane in Cardiochirurgia ed in Cardioanestesia, con la dotazione di tutti i materiali necessari e con la messa a norma del Centro, presupposti necessari per l’inizio di una attività così complessa.

Il 2 dicembre 2016 si è realizzato il primo intervento in elezione dopo soli 4 mesi dalla nascita del centro.

Fondamentale inoltre è stata la collaborazione con l’Ospedale Niguarda per la formazione del personale infermieristico con il gemellaggio tra Milano e Reggio Calabria: efficienza e concretezza, meriti della Direzione strategica e dell’Ospedale tutto.

Raccontaci qualcosa di te, perché hai scelto di lavorare in Calabria?

Mi sono laureato e specializzato in Cardiochirurgia all’Università di Milano. Successivamente ho svolto alcune esperienze di training in Chirurgia Cardiotoracica presso il Centro di Edimburgo dove ho lavorato per 3 anni come Registrare e successivamente per brevi periodi come Visiting Surgeon alla Cleveland Clinic e all’Herzzentrum di Berlino dove ho implementato le mie conoscenze nell’ambito della chirurgia dell'insufficienza cardiaca.

Prima di approdare a Reggio Calabria nel 2016 ho lavorato agli Ospedali Riuniti di Bergamo, al Maggiore di Novara e per quasi 20 anni all’Ospedale Niguarda di Milano, dove mi sono dedicato alla chirurgia del cardiopatico adulto complesso e particolarmente alla chirurgia mininvasiva e a quella dei trapianti. Dopo la vittoria del concorso pubblico come Direttore mi ha colto il dubbio personale, familiare, professionale, se accettare o meno una tale responsabilità.

Difficile esprimere le aspettative e le pressioni intorno al progetto indubbiamente non comuni: doveva nascere in Calabria, a Reggio Calabria, una nuova Cardiochirurgia. Eppure la scelta si è posta velocemente e può essere, ad oggi, riassunta in 2 parole: sfida e appartenenza. Appartenenza perché  è costituita da 10 posti letto di da calabrese ho sentito, da sempre, un forte richiamo verso la mia terra che è bellissima ma viene troppo spesso penalizzata dall’emigrazione sia generale sia sanitaria, spesso espressione di diffidenza e luoghi comuni. Tanti i pazienti conosciuti negli anni nei Centri del Nord Italia che con grande difficoltà in termini economici e personali lasciavano la propria regione per essere sottoposti ad interventi chirurgici o anche solo per una valutazione ed ho sempre trovato questo fenomeno esperienza e con competenze molto ingiusto. Sfida perché realizzare dal nulla una struttura di qualità in un ospedale pubblico rappresenta una esperienza unica ed entusiasmante. Il 2017 si è chiuso con 235 interventi di chirurgia maggiore, ben oltre le previsioni.

Quali sono le expertise dell’unità operativa?

La Cardiochirurgia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria è parte integrante del “Centro Cuore” insieme alle Unità Operative di Unità Coronarica, di Emodinamica ed Elettrofisiologia ed al reparto di Cardiologia che sono ubicate tutte una accanto all’altra sullo stesso piano comprese le sale operatorie annesse, in un’ottica moderna ed efficiente della gestione di pazienti così complessi. L’Unità Operativa di Cardiochirurgia è costituita da 10 posti letti degenza ordinaria e 5 posti letto di terapia intensiva dedicata e completa provvista di tutti i dispositivi più sofisticati e moderni necessari ad una cardiochirurgia, ECMO e CRRT inclusi e dispone di due sale operatorie dedicate, una delle quali è Ibrida per la chirurgia trans-catetere delle valvole e dell’aorta. L’organico è composto da 7 cardiochirurghi e da 7 cardioanestesisti, e da 4 perfusionisti, tutti di comprovata consolidate.

 Il Centro si occupa della diagnosi e terapia di tutte le malattie cardiovascolari dell’adulto, non solo in regime di elezione, ma soprattutto emergenza/urgenza che è il vero core business aziendale. Punti di forza del Centro sono la chirurgia mininvasiva, la ricostruzione delle valvole mitralica ed aortica, le TAVI, la chirurgia di tutta l’aorta che viene affrontata sia per via tradizionale che endovascolare.

In via di implementazione il programma per la chirurgia dell’insufficienza cardiaca avanzata. Il malato ad elevata complessità con più comorbidità viene sottoposto nel nostro Centro ad una valutazione completa grazie alla disponibilità tutte le specialità nello stesso Ospedale. Cardiologi e Cardiochirurghi lavorano fianco a fianco tutti i giorni in Heart Team approcciando le malattie cardiovascolari in maniera efficace ed efficiente. Il Centro Cuore è completato, all’interno del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare, dalla collaborazione assidua con la Chirurgia vascolare (Aortic Team) e la Chirurgia Toracica offrendo al paziente un pacchetto di proposte terapeutiche approfondite ed esaustive.

Quali i risvolti e le ricadute sulla crescita della città e della regione?

L’obiettivo del Centro Cuore di Reggio Calabria è quello di offrire chirurgia e cure di qualità per garantire ad ogni paziente una risposta moderna e completa, riducendo fino ad annullare il fenomeno della migrazione sanitaria dei calabresi verso le altre regioni, oltre che di dimostrare che in Calabria si possono realizzare programmi di qualità, come è già emerso su più fronti. Far sì che ai calabresi sia garantita la possibilità di curarsi a casa propria in una terra che vuole correre con le proprie gambe, è la nostra mission. E sono sicuro che verrà pienamente realizzata!